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Quest’anno nella nostra parrocchia del S:S: Salvatore

alla Torre, a Cefalù, si è costituita ufficialmente  la famiglia del Murialdo, a cui, come testimonianza di appartenenza, è stata affidata da P. Luigi Crucci, direttore dell’Opera, una pagellina con due preghiere che invocano l’aiuto del Signore per acquisire i carismi  del Murialdo  un uomo “straordinario nell’ordinario”. e che dovrebbero essere per ciascuno di noi stimolo a conoscerlo sempre più, onde imitarne le azioni.
Leonardo nasce a Torino il 26 ottobre 1828 da una famiglia benestante, molto unita e profondamente religiosa; perde il padre da piccolo e la madre, rimasta sola con 8 figli, decide di mettere nel collegio degli Scolopi i due figli maschi, Leonardo, detto Nadino, ed Ernesto.
Leonardo si distingue ben presto per i suoi modi gentili, la sua dirittura morale il suo impegno ed i suoi successi nello studio tanto da suscitare l’ammirazione di insegnanti e compagni, alcuni dei quali, però, per invidia o gelosia, lo allontanano, ritenendolo troppo serio per i loro discorsi.
Leonardo, allora quattordicenne, per farsi accettare, cerca di adeguarsi al loro linguaggio ed ai loro modi di fare, dimostrandosi insofferente alle preghiere ed alla sua naturale propensizione verso Dio, .
Lasciato il collegio, dove, come lui stesso afferma, era diventato un “ piccolo empio”, ritorna a casa amareggiato, ma, dopo un colloquio con l’abate che lo aveva preparato alla prima comunione, riacquista la serenità e la certezza dell’amore di Dio che gli fa esclamare;” Dio mi ama e mi perdona, io l’ho tradito, l’ho rinnegato.. Lui mi ha aspettato, mi ha liberato! Dio mi ama, è vero. Dio mi ama, che gioia! Che consolazione!” Ormai in pace con se stesso, si dà agli studi di filosofia e poi conta d’iscriversi in matematica, ma il Signore ha altri progetti su di lui,infatti, dopo aver accompagnato un cugino sacerdote nella visita agli ammalati, decide di diventare prete.
Nel 1851 viene ordinato sacerdote ed inizia la sua missione in una Torino in cui lo sviluppo industriale da una parte con lo sfruttamento di donne e bambini e la crescente povertà dall’altra,  giravano per le strade tanti ragazzi sporchi, abbandonati ed affamati che si davano anche ai furtarelli.
Il Murialdo, per toglierli dalla strada, li porta all’oratorio dell’Angelo Custode in Valchiria, un quartiere degradato di Torino, dove si può giocare, imparare, pregare. Da questo momento in poi il suo impegno sociale, umano, cristiano non si arresterà più fino alla sua morte, avvenuta a Torino il 30 marzo del 1900.

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