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Caricarsi delle sofferenze del prossimo

“Dio è là nel tabernacolo. Là ti attende! Là chiama te”.

(Chiara Lubich -foto – agosto 1945) - da Città Nuova – 3 Luglio 2020 - CARICARSI DELLE SOFFERENZE DEL PROSSIMO
Possiamo andare incontro al prossimo riconoscendo in lui il volto di Gesù che soffre. Possiamo agire come Simeone, il Cireneo, che l'ha aiutato a portare la croce al Calvario, facendosi carico delle sue sofferenze.
Aiutare il prossimo a portare la sua croce è l'apice della solidarietà, è il superlativo della carità. È lo stesso che dare la vita per gli amici. E non c'è un amore più grande di questo. (Cf. Gv 15,13)
Non vorrei arrivare da solo davanti a Dio. Vorrei arrivare in compagnia di molti fratelli che ho aiutato a portare la propria croce. Vorrei arrivare insieme ai fratelli che mi hanno aiutato a portare la mia croce.
Arrivare insieme, con il cuore pieno di gratitudine, e dire a Gesù: Grazie per averci insegnato a dare la vita gli uni per gli altri.
Apolonio Carvalho Nascimento
Gv 20,24-29: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

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