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Un granellino di senape

Il Granellino di senape - Beati i miti

Il Granellino di senape - Beati i miti - Lunedì 19-6-2019

(Mt 5,1-12) Oggi lo Spirito mi spinge a riflettere sulla beatitudine che dice: "Beati i miti, perché avranno in eredità la terra". Secondo la logica del mondo per possedere bisogna essere aggressivi, violenti e prepotenti. Con la violenza si possono possedere le cose di questo mondo ma non la mente e cuore dell'uomo. C'è una violenza fisica e una violenza psicologica. Ai giovani dico sempre di non sposare un fidanzato (o fidanzata) violento fisicamente. Vivere con un marito violento è come camminare su un campo minato: all'improvviso, per un futile motivo, ci può essere una deflagrazione. Non bisogna neppure sposarsi con un uomo (o donna) che usa la violenza psicologica per schiavizzare l'altro al proprio modo di pensare e vivere. La gelosia è violenza psicologica che, a volte, sfocia in quella fisica. E sono guai! Di solito il violento è cresciuto in una famiglia senz'amore. Nella società il numero dei violenti crescerà sempre più a causa di figli che crescono in famiglie dove c'è il divorzio. Il violento non perdona, si vendica, si adira e tiene conto del male ricevuto. Il violento è come un lupo affamato che va in giro per divorare gli agnelli. La violenza non è forza, ma debolezza. Il mite è forte perché, con la grazia di Cristo, sa dominare l'istinto violento che dimora in sé. Il mite, con la forza dello Spirito Santo, non reagisce al violento. Il mite sa agire e parlare con pazienza. La pazienza è la virtù dei forti, come dicono i saggi.
Ma gli stolti dicono che non bisogna essere miti perché, se ti fai agnello, il lupo ti mangia. Gesù si è fatto agnello per fermare il fiume della violenza.
San Francesco, al contrario dei cittadini di Gubbio, andò incontro al lupo con l'arma della mitezza. Vista la mitezza di Francesco, il lupo fu conquistato dal cuore mite del Santo Frate.
I dittatori, dopo aver conquistato tutto con la violenza, hanno perso tutto. Chi di spada ferisce di spade muore. Chi ha orecchio per intendere intenda. AMEN. ALLELUIA.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

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