I cookie ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi, l'utente accetta le nostre modalità d'uso dei cookie.

Parrocchia

Memoria del Beato Giovanni Schiavo

Nella ricorrenza del giorno della morte (avvenuta 27 gennaio 1967),

lunedì 27 gennaio 2020, nella Chiesa degli Artigianelli, nelle Sante Messe delle ore 8:00 e 18:30 si fa memoria del Beato Giovanni Schiavo, Sacerdote.
ANTIFONA D’INGRESSO
Il giusto si allieterà nel Signore,
riporrà in lui la sua speranza; tutti i retti di cuore ne gioiranno. Sal 63, II
COLLETTA
Tu solo sei santo, Signore, e fuori di te non c'è luce di bontà:
per l’intercessione e l’esempio di beato padre Giovanni Schiavo
fa che viviamo una vita autenticamente cristiana,
per non esser privati della tua visione nel cielo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
SULLE OFFERTE
Sia gradita al tuo nome, Signore,
l’umile offerta che ti presentiamo
onore del beato padre Giovanni Schiavo
e ci ottenga la salute del corpo e dello spirito.
Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
«Chi mi vuol servire, mi segua», dice il Signore,
«e dove sono io, là sarà anche il mio servo». Gv 12, 26
DOPO LA COMUNIONE
0 Dio, che nel ricordo del beato padre Giovanni Schiavo ci hai nutriti alla mensa eucaristica,
donaci di godere i beni eterni
che pregustiamo in questi misteri.
Per Cristo nostro Signore.

A Cefalù, nella parrocchia SS.Salvatore alla Torre affidata ai padri Giuseppini, l'avvenimento della Beatificazione è stato celebrato con un triduo a Lui dedicato nei giorni 26, 27 e 28 ottobre 2017, con un Suo ricordo nelle Sante Messe e con la distribuzione ai fedeli di una pagellina con delle note sulla Sua vita e sulla Sua opera (link murialdosicilia

Beato Giovanni Schiavo

Il profilo biografico e spirituale di padre Giovanni Schiavo scritto dal Padre Generale Tullio Locatelli (murialdo.org)

Profilo biografico

La vita di p. Giovanni Schiavo è intessuta di preghiera e di servizio, di carità operosa e di evangelica testimonianza. Religioso, sacerdote, missionario, ha speso la sua vita a favore dei poveri, dei giovani, non risparmiando fatiche e preoccupazioni. Lo ha sorretto una grande fede e la convinzione che nel fare la volontà di Dio si riassume tutto il senso di una vita donata a Dio e agli uomini.

Giovanni Schiavo nasce l’8 luglio 1903, a Sant’Urbano, frazione di Montecchio Maggiore, provincia e diocesi di Vicenza; è il primo di nove figli di Luigi e di Rosa Fitorelli; il padre era calzolaio e la mamma casalinga. Una famiglia povera, di profonda fede e di solide virtù. Con il loro esempio i genitori hanno trasmesso ai figli soprattutto il volersi bene e la solidarietà verso i poveri. Giovanni cresce in questo clima di famiglia, tanto semplice quanto ricco di valori umani e cristiani.
Sappiamo che all’età di quattro anni ha sofferto una poliomielite e meningite giungendo quasi in fin di vita; la sua guarigione è stata immediata e ritenuta da tutti miracolosa.
Frequenta le scuole elementari a Sant’Urbano, quindi passa alle scuole medie e per questo va ogni giorno a Montecchio Maggiore: sono 12 chilometri di strada ogni giorno, a piedi perché la sua famiglia è povera e numerosa. Al mattino si alza per essere pronto a servire messa al parroco, poi aiuta nei lavori di casa. E’ orgoglioso di portare in famiglia un suo contributo: qualche piccola moneta guadagnata come chierichetto.
Dai suoi genitori ha un bell’esempio di partecipazione fervorosa e frequente alla messa e da loro impara una profonda e tenera devozione alla Madonna. Più tardi racconterà che aveva percepito di essere chiamato alla vita sacerdotale proprio davanti ad un’immagine di Maria. Per seguire la sua vocazione chiede di essere accolto dai Giuseppini del Murialdo.
Passano veloci gli anni della formazione religiosa e sacerdotale, impegnato nella preghiera, nello studio e nell’assistenza tra i ragazzi. Giovanni Schiavo viene ordinato sacerdote il 10 luglio 1927 nella cattedrale di Vicenza. Il sogno è diventato realtà: padre Giovanni sarà sacerdote pieno di zelo, disponibile ed accogliente verso tutti, dal primo all’ultimo giorno della sua vita. Il novello sacerdote ha un altro sogno: essere missionario. Il suo desiderio è accolto e p. Giovanni è destinato al Brasile.
Padre Giovanni, risoluto, sereno e colmo di generosità arriva a Jaguarão, nel Sud del Brasile, il 5 settembre 1931. Ana Rech, Fazenda Souza, Caxias do Sul, Galópolis: sono le prime tappe della sua azione missionaria. Apre importanti opere sociali per i giovani poveri a Porto Alegre, Araranguà e Rio Grande.
Il 19 marzo 1941 inaugura il seminario giuseppino a Fazenda Souza. Nel 1947, a Caxias do Sul, su un terreno donato, fonda l’ “Abrigo de Menores São José”, la prima e significativa opera sociale della città per i ragazzi della strada.
È nominato padre maestro dei novizi, divenendo guida spirituale di molti confratelli. Il 26 luglio 1946 è stato eletto primo superiore della provincia giuseppina in Brasile, incarico tenuto fino alla fine del 1955.
Il 9 maggio 1954 padre Giovanni, seguendo i suggerimenti del fondatore padre Luigi Casaril, ha iniziato in Brasile il primo gruppo delle Suore Murialdine di San Giuseppe del quale è stato organizzatore, amministratore e padre spirituale.
Nel mese di novembre del 1966 è stato ricoverato in ospedale e dopo due mesi di malattia, sempre disponibile alla volontà di Dio, è morto il 27 gennaio 1967.
Il 28 ottobre 2017 padre Giovanni Schiavo è stato proclamato beato, in una solenne concelebrazione a Caxias do Sul, in Brasile, presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, rappresentante di papa Francesco.

Profilo Spirituale

Il novello beato nonostante la salute fragile, ha fatto della sua vita religiosa e sacerdotale un dono per gli altri, specie per i ragazzi poveri. La gente lo stimava perché faceva tutto con profondo amore, rispetto e dedizione. Molti lo cercavano per la sua disponibilità all’ascolto e alla consolazione. I suoi segreti: una continua preghiera e un tenero amore all’eucarestia.
Ebbe chiaro fin dai primi anni di vita religiosa che farsi santo vuol dire fare la Volontà di Dio, sempre e allegramente; scrisse: “A voi mi offro, mio amato Gesù a fine di che realizzate in me perfettamente la santa Volontà. Il mio desiderio consiste nel fare sempre la volontà di Gesù. Lasciamolo prendere tutto quello che Lui vuole; la perfezione consiste nel compiere la sua santa Volontà, nel consegnarsi interamente a Lui”.
A partire da questa convinzione, p. Schiavo affermava: “La perfezione non consiste nel fare cose straordinarie, ma nel fare straordinariamente bene le piccole cose”. E ancora: “Nulla è piccolo di ciò che è fatto per Dio e con il cuore grande”. Quindi è una questione di cuore, anzi di un “cuore grande”.
Un posto importante nel suo cammino di santità occupano le devozioni a san
Giuseppe e alla Madonna. Per p. Schiavo è facile definire in che cosa consista la vera devozione a Maria. Scrisse così: “1. Nell’amarla con tenerezza. 2. Nel lodarla con fervore. 3. Nell’invocarla con fiducia. 4. Nell’imitarla con diligenza e perseveranza”.
Infine, quasi a sintesi delle sue convinzioni più profonde, scrisse: “E’ vero che Dio
ama l’uomo. […] E’ una meraviglia che l’uomo possa amare Dio […] E’ incomprensibile che l’uomo non ami Dio”.

 

 

 

 

 

Seguici su

Seguici sui Social

Questo sito non è una testata giornalistica, viene aggiornato senza periodicità definita. Non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 e delle legge L. 47/1948.
© 2019 Murialdo Sicilia. All Rights Reserved.Development by G.M. e C.A.B.

Search